Phone

Address

Via Tiburtina, 1166

00156 Roma

Monitoraggio dell’ammoniaca negli allevamenti. Tecnologie, normative e impatti sul settore zootecnico

Scitto da Redazione
Marzo 25, 2025

Nel settore zootecnico, il controllo delle emissioni di ammoniaca rappresenta una sfida cruciale, sia per la tutela dell’ambiente che per la salute degli operatori e degli animali.

L’ammoniaca (NH₃), prodotta principalmente dalla degradazione dell’urea presente nei reflui zootecnici, è un gas irritante e dannoso, che contribuisce all’acidificazione del suolo, all’eutrofizzazione delle acque e alla formazione di particolato fine (PM2.5).

L’importanza del monitoraggio continuo

Il monitoraggio costante delle concentrazioni di ammoniaca in aria è fondamentale per:

  • Garantire la sicurezza dei lavoratori e degli animali, prevenendo patologie respiratorie.
  • Migliorare la gestione dei reflui e delle ventilazioni.
  • Rispettare i limiti emissivi imposti dalla normativa, riducendo il rischio di sanzioni e chiusure.
  • Ridurre l’impatto ambientale complessivo dell’allevamento e promuovere la sostenibilità aziendale.

Oggi, grazie a sensori avanzati, è possibile rilevare in tempo reale variazioni delle concentrazioni di NH₃ all’interno e all’esterno degli edifici di stabulazione, integrando i dati con sistemi di ventilazione automatica o strategie di mitigazione.


Direttive europee e obblighi normativi

L’Unione Europea impone limiti sempre più stringenti in materia di emissioni inquinanti dagli allevamenti intensivi. In particolare:

  • La Direttiva NEC (National Emission Ceilings) 2016/2284/UE impone limiti nazionali alle emissioni di ammoniaca.
  • La Direttiva 2010/75/UE sulle emissioni industriali (IED) obbliga gli allevamenti suinicoli e avicoli di grandi dimensioni a monitorare e ridurre le emissioni atmosferiche, tra cui l’ammoniaca.
  • I BREF (Best Available Techniques Reference Documents) per l’allevamento intensivo forniscono linee guida sull’impiego di sensori e tecnologie per la misura e riduzione delle emissioni.

Molti Stati Membri, tra cui l’Italia, hanno recepito tali direttive rendendo obbligatoria l’installazione di sistemi di monitoraggio ambientale in allevamenti con un numero superiore a una certa soglia di capi (es. oltre 2.000 suini o 40.000 polli da ingrasso).


Cause di sforamento dei limiti di ammoniaca

Il superamento dei limiti ammessi di concentrazione di NH₃ può derivare da molteplici fattori:

  1. Cattiva gestione dei reflui: accumulo prolungato di letame o liquami senza adeguata copertura o trattamento.
  2. Insufficiente ventilazione negli ambienti chiusi, che favorisce l’accumulo del gas.
  3. Temperature elevate che accelerano il processo di volatilizzazione dell’urea.
  4. Sistemi di stabulazione obsoleti, non progettati per la riduzione delle emissioni.
  5. Alimentazione non ottimizzata: eccessi proteici nella dieta animale aumentano la produzione di ammoniaca.
  6. Mancanza di sensoristica adeguata e quindi di misure preventive in tempo reale.

Il monitoraggio dell’ammoniaca rappresenta oggi un elemento imprescindibile per un allevamento moderno, efficiente e in linea con le normative europee.

L’adozione di sensori precisi e certificati permette non solo di evitare sanzioni, ma anche di migliorare la produttività, l’immagine aziendale e la sostenibilità ambientale.

Nel contesto del Green Deal europeo e della strategia “Farm to Fork”, le emissioni di ammoniaca saranno sempre più sotto la lente delle autorità: investire ora in sistemi di monitoraggio intelligenti rappresenta una scelta strategica per il futuro del settore.

Richiedi informazioni

10 + 9 =

Notizie correlate